Disabilità in Valle d’Aosta: il Progetto di vita si apre a tutti. Una nuova opportunità per costruire il proprio futuro

11 ottobre 2026 | Diritti, disabilità e inclusione

La Regione Valle d'Aosta amplia fino al 31 dicembre 2026 la sperimentazione del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Una decisione importante che supera le limitazioni iniziali e apre nuove prospettive per le persone con disabilità e le loro famiglie. Ma cosa cambia concretamente?

Una novità importante per la Valle d'Aosta




Il 2 ottobre 2026 la Giunta regionale della Valle d'Aosta ha approvato una deliberazione che estende la sperimentazione del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato a tutte le istanze ammissibili presentate entro il 31 dicembre 2026.

La decisione rappresenta un cambiamento rispetto alla prima fase, avviata con la deliberazione regionale n. 1418 del 24 ottobre 2025.

Inizialmente, infatti, la sperimentazione era stata limitata alle richieste già in lista d'attesa e ai giovani maggiorenni in uscita dal percorso scolastico.

Con il nuovo provvedimento, la possibilità di richiedere l'elaborazione del Progetto di vita viene estesa a tutte le persone interessate che possiedono i requisiti previsti.

È una notizia significativa perché amplia l'accesso a uno strumento che mira a superare la frammentazione degli interventi assistenziali, sanitari, educativi e sociali.

Che cos'è il Progetto di vita?

Il Progetto di vita è uno degli strumenti centrali della riforma della disabilità introdotta dal Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62, in attuazione della Legge delega 227/2021.

Il suo obiettivo è mettere al centro la persona, i suoi desideri, le sue capacità, i suoi bisogni e le sue aspirazioni.

Non si tratta semplicemente di individuare prestazioni o servizi, ma di costruire un percorso personalizzato che favorisca autonomia, partecipazione e qualità della vita.

Il Progetto può interessare diversi ambiti:

  • salute, assistenza e riabilitazione;
  • istruzione, formazione e inserimento lavorativo;
  • autonomia personale e abitativa;
  • mobilità e accessibilità;
  • relazioni sociali e partecipazione alla comunità;
  • sostegni alla persona e alla famiglia.

Il principio fondamentale è che la persona con disabilità non debba adattare necessariamente la propria vita ai servizi disponibili, ma che i sostegni siano individuati, per quanto possibile, a partire dai suoi obiettivi personali.

Chi può richiederlo?

Il quadro nazionale prevede l'accesso al percorso per le persone in possesso di una certificazione della condizione di disabilità conforme alla nuova disciplina o di un riconoscimento valido ai sensi della Legge 104/1992, secondo i requisiti applicabili.

Non è corretto, quindi, considerare il Progetto di vita uno strumento riservato esclusivamente alle persone con disabilità gravissima.

La valutazione deve tenere conto della situazione individuale, dei sostegni necessari e degli obiettivi che la persona desidera raggiungere.

Per i residenti in Valle d'Aosta è necessario verificare le modalità operative regionali, poiché la Regione dispone di una propria organizzazione per la gestione dei procedimenti.

Cosa cambia concretamente per le famiglie?

Immaginiamo una ragazza con disabilità che frequenta la scuola secondaria.

Durante il percorso scolastico può beneficiare di insegnanti di sostegno, educatori, interventi riabilitativi e altre forme di assistenza.

Ma cosa accadrà al termine della scuola?

Quali opportunità formative potrà avere? Potrà inserirsi nel mondo del lavoro? Come potrà sviluppare la propria autonomia? Quali sostegni saranno necessari per partecipare alla vita sociale?

Il Progetto di vita dovrebbe permettere di affrontare queste domande attraverso una programmazione condivisa, senza attendere che la persona si trovi improvvisamente priva dei riferimenti precedenti.

Lo stesso principio riguarda un adulto con disabilità che desidera vivere autonomamente, partecipare ad attività sociali o sviluppare competenze professionali.

La prospettiva cambia: non soltanto rispondere a un bisogno immediato, ma programmare un percorso di vita.

Il ruolo della valutazione multidimensionale

Uno degli elementi fondamentali della riforma è la valutazione multidimensionale.

Attraverso questo percorso, professionisti e servizi competenti esaminano la situazione complessiva della persona, considerando non soltanto le condizioni sanitarie, ma anche l'ambiente di vita, le barriere, le risorse personali e i sostegni necessari.

La persona con disabilità deve essere protagonista del processo decisionale, con gli eventuali strumenti di supporto alla comunicazione e alla partecipazione.

Anche il contributo dei familiari e dei caregiver può risultare importante, nel rispetto della volontà e dei diritti della persona interessata.

Il progetto deve individuare obiettivi, interventi, responsabilità e risorse necessarie alla sua realizzazione.

La sua elaborazione non comporta automaticamente l'attribuzione di nuovi contributi economici: gli interventi concretamente attivabili dipendono dalla valutazione, dalla normativa applicabile e dalle risorse individuate.

Come attivarsi in Valle d'Aosta

La deliberazione del 2 ottobre 2026 amplia la possibilità di presentare istanza entro il 31 dicembre 2026.

Secondo le informazioni diffuse in occasione del provvedimento, la gestione delle istanze regionali è affidata alla Struttura Welfare e politiche per la famiglia, nell'ambito dell'organizzazione regionale dedicata alla non autosufficienza.

Le persone interessate possono quindi rivolgersi agli uffici regionali competenti per verificare:

  1. I requisiti necessari per la presentazione dell'istanza.
  2. La documentazione richiesta.
  3. Le modalità aggiornate di trasmissione della domanda.
  4. I tempi e le procedure di valutazione.
  5. Le modalità di partecipazione della persona e della sua rete di sostegno.

È opportuno conservare copia della richiesta e della documentazione trasmessa.

A livello nazionale è disponibile anche il servizio INPS SISDA per la trasmissione delle istanze relative al Progetto di vita. Tuttavia, per la Valle d'Aosta occorre verificare preventivamente il corretto canale di accesso, tenendo conto delle specificità organizzative regionali.

Il commento di TUPY APS: una riforma importante, ma servono risultati concreti

Come associazione impegnata quotidianamente accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie, riteniamo che l'ampliamento dell'accesso al Progetto di vita rappresenti un passaggio positivo.

La possibilità di richiedere un percorso personalizzato non dovrebbe essere limitata a poche categorie di persone.

Tuttavia, l'efficacia della riforma non potrà essere misurata soltanto dal numero di richieste accolte.

Sarà fondamentale verificare la capacità del sistema di tradurre i progetti in interventi reali.

Occorrerà prestare particolare attenzione ai tempi di valutazione, alla continuità dei servizi, alla partecipazione delle famiglie e soprattutto alla disponibilità di sostegni concretamente attivabili.

Un Progetto di vita non può ridursi a un documento amministrativo.

Deve diventare uno strumento capace di accompagnare la persona nelle diverse fasi dell'esistenza, adattandosi ai cambiamenti delle sue condizioni e dei suoi obiettivi.

Un altro aspetto essenziale riguarda il coordinamento tra istituzioni.

Servizi sanitari, sociali, scuola, enti locali e Terzo settore devono poter collaborare in maniera efficace, superando le difficoltà che spesso costringono le famiglie a diventare le uniche responsabili del collegamento tra servizi diversi.

La partecipazione delle associazioni alla costruzione del modello regionale rappresenta un'opportunità importante per portare all'attenzione delle istituzioni bisogni concreti, criticità e proposte.

Dal diritto sulla carta al diritto nella vita quotidiana

La riforma della disabilità introduce un cambiamento culturale significativo.

Non basta riconoscere formalmente una condizione di disabilità: occorre garantire che ogni persona possa sviluppare le proprie potenzialità e partecipare alla vita della comunità.

Questo significa investire nell'accessibilità, nell'inclusione scolastica e lavorativa, nei servizi territoriali e nel sostegno alle famiglie.

Significa anche riconoscere che ogni persona ha desideri e aspirazioni differenti.

Non esiste un unico modello di autonomia, così come non esiste un unico percorso valido per tutte le persone con disabilità.

Il vero obiettivo non è costruire un progetto per la persona, ma costruirlo con la persona.

L'impegno di Tutti Uniti per Ylenia

TUPY APS continuerà a seguire l'evoluzione della riforma in Valle d'Aosta, promuovendo informazione, sensibilizzazione e confronto con le istituzioni.

Crediamo che le famiglie debbano poter conoscere i propri diritti e comprendere come esercitarli, senza essere lasciate sole davanti alla complessità delle procedure.

La disabilità non deve rappresentare un limite imposto alle opportunità di vita.

Il compito di una comunità inclusiva è creare le condizioni affinché ogni persona possa scegliere, partecipare e costruire il proprio futuro.

Perché un diritto diventa davvero tale quando può essere esercitato.

Tutti Uniti per Ylenia – TUPY APS

Insieme per i diritti, l'inclusione e la dignità di ogni persona.