Scuola e disabilità: cambiano le regole per PEI e sostegno. Ma l’inclusione non può fermarsi ai numeri

25 ottobre 2026 | Scuola, disabilità e diritti
Il Decreto-legge 170/2026 introduce nuove scadenze per il Piano Educativo Individualizzato, modifica la definizione delle ore di sostegno e interviene sulle procedure del GLO. Intanto, il Governo annuncia un aumento delle risorse per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione. Novità importanti, che riaprono una domanda fondamentale: quanto siamo ancora lontani da una scuola realmente inclusiva?
Una scuola inclusiva comincia dal riconoscimento dei bisogni
Per migliaia di famiglie italiane, l’inizio dell’anno scolastico rappresenta un momento di aspettative, ma anche di preoccupazioni.
Ci sarà l’insegnante di sostegno? Verranno garantite le ore necessarie? L’assistente all’autonomia e alla comunicazione sarà presente fin dai primi giorni? Gli obiettivi educativi saranno realmente condivisi?
Sono domande che accompagnano quotidianamente molti genitori di bambini e ragazzi con disabilità.
Il 1° ottobre 2026 è entrato in vigore il Decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, che introduce alcune modifiche significative nella disciplina del Piano Educativo Individualizzato (PEI).
Il provvedimento interviene soprattutto sulla programmazione del sostegno didattico, sulle tempistiche di approvazione e sulla continuità delle misure previste.
Il decreto è attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge e potrebbe quindi subire modifiche.
Cosa cambia per il Piano Educativo Individualizzato?
Il PEI è il documento attraverso il quale la scuola definisce gli obiettivi educativi e didattici, gli strumenti, le strategie e gli interventi necessari per garantire il percorso scolastico dell’alunno con disabilità.
Viene elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione, comunemente chiamato GLO.
Il nuovo decreto modifica l’articolo 7 del Decreto Legislativo 66/2017, distinguendo due situazioni.
Per gli alunni di nuova iscrizione o con nuova certificazione, il PEI deve essere predisposto in via provvisoria entro giugno e approvato definitivamente entro il 15 ottobre.
Per gli alunni già inseriti in un percorso di sostegno e iscritti nella stessa scuola, il PEI definitivo deve essere predisposto entro giugno, con possibilità di aggiornamenti e integrazioni nelle prime due settimane di ottobre.
Resta possibile modificarlo successivamente in presenza di nuove o sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.
L’obiettivo dichiarato è anticipare la programmazione, evitando che l’organizzazione degli interventi venga definita quando l’anno scolastico è già iniziato.
Rimane tuttavia una questione applicativa da chiarire: le nuove scadenze sono entrate in vigore quando il termine di giugno per l’anno scolastico 2026/2027 era già trascorso.
Sarà quindi importante seguire le indicazioni ministeriali e gli sviluppi della conversione parlamentare.
Le ore di sostegno: una novità importante
Una delle modifiche più rilevanti riguarda la definizione delle ore di sostegno.
La nuova formulazione normativa stabilisce che il PEI debba definire, con adeguata motivazione, il numero di ore di sostegno da assegnare alla classe.
Si supera così la precedente formulazione, che faceva riferimento alla proposta del numero di ore.
È una modifica significativa, ma occorre evitare interpretazioni semplicistiche.
La definizione delle ore nel PEI non elimina automaticamente i successivi passaggi amministrativi relativi all’assegnazione delle risorse professionali.
La norma introduce inoltre un criterio di continuità: nel passaggio all’anno scolastico successivo deve essere valutato prioritariamente il mantenimento del numero di ore previsto nell’anno precedente.
Sono però contemplate eccezioni legate all’assegnazione dell’organico e ad aggiornamenti motivati da nuove condizioni della persona.
Non si tratta, quindi, di una conferma automatica delle ore di sostegno.
Il principio fondamentale dovrebbe rimanere la valutazione individualizzata dei bisogni.
Uno studente può aver bisogno di maggiore sostegno rispetto all’anno precedente, così come può aver sviluppato nuove autonomie che richiedono interventi differenti.
Il PEI deve continuare a rappresentare uno strumento dinamico, capace di accompagnare l’evoluzione del percorso educativo.
GLO: il PEI può essere approvato anche in assenza di un componente
Un’altra disposizione riguarda il funzionamento del Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione.
Il decreto prevede che il PEI possa essere approvato anche in assenza di una delle componenti del GLO, purché regolarmente convocata, quando tale assenza impedirebbe il rispetto dei termini previsti.
La disposizione mira a evitare che la mancata partecipazione di un componente blocchi l’approvazione del documento.
È però importante distinguere la possibilità di procedere all’approvazione dalla necessità di garantire una partecipazione effettiva.
Il contributo della famiglia, degli insegnanti e dei professionisti che conoscono lo studente rimane essenziale.
Per gli alunni con condizioni sanitarie e funzionali complesse, il confronto con i professionisti sociosanitari può risultare determinante per individuare strategie educative adeguate.
La scuola non può essere considerata un ambiente separato dalla vita della persona.
Le difficoltà comunicative, cognitive, motorie, relazionali e comportamentali devono essere comprese attraverso una visione complessiva.
Un GLO efficace non è semplicemente una riunione che approva un documento, ma un momento di confronto nel quale competenze differenti contribuiscono a costruire un percorso condiviso.
Più risorse per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione
Accanto alle modifiche normative sul PEI, il 1° ottobre 2026 il Ministro per le Disabilità ha annunciato un’intesa in Conferenza Unificata sul riparto delle risorse destinate agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.
Secondo la comunicazione governativa, lo stanziamento complessivo passa da 200 a 288 milioni di euro.
L’incremento è pari a 88 milioni di euro, corrispondente al 44% rispetto alla precedente dotazione.
Una delle novità riguarda la programmazione triennale delle risorse.
Per il 2027 è inoltre prevista una garanzia di mantenimento di almeno l’85% delle risorse assegnate nel 2026, anche nell’eventualità di una riduzione del numero degli studenti con disabilità.
L’obiettivo è permettere agli enti territoriali di programmare con maggiore stabilità i servizi.
È un intervento positivo, soprattutto perché l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione rappresenta un elemento fondamentale del percorso scolastico di numerosi studenti.
Occorre però chiarire che i 288 milioni costituiscono uno stanziamento nazionale: non rappresentano un contributo direttamente erogato alle famiglie e non permettono, da soli, di conoscere quante ore saranno garantite a ciascun alunno.
Per valutare gli effetti concreti sarà necessario verificare la distribuzione territoriale delle risorse e l’effettiva organizzazione dei servizi.
I dati ISTAT: quasi 377.000 alunni con disabilità
Per comprendere la portata delle sfide ancora aperte, è utile analizzare i dati pubblicati dall’ISTAT il 27 maggio 2026, relativi all’anno scolastico 2024/2025.
Secondo il rapporto, gli alunni con disabilità nelle scuole italiane erano quasi 377.000, pari al 4,8% degli iscritti.
Il numero risultava aumentato del 5% rispetto all’anno precedente.
Nello stesso periodo sono cresciuti anche gli insegnanti di sostegno e gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.
Tuttavia, emergono criticità significative.
All’inizio dell’anno scolastico il 22% degli insegnanti di sostegno non era ancora stato nominato.
A distanza di un mese, il 10% dei posti risultava ancora vacante.
Un altro dato particolarmente rilevante riguarda la continuità didattica.
Il 59,7% degli alunni con disabilità aveva cambiato insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente, durante l’anno o in entrambe le circostanze.
Questi numeri descrivono una situazione nella quale l’aumento delle risorse non coincide necessariamente con una maggiore stabilità dei percorsi educativi.
La continuità didattica non è soltanto una questione organizzativa.
Per molti studenti con disabilità, costruire una relazione di fiducia con un insegnante richiede tempo, conoscenza reciproca e capacità di comprendere modalità comunicative e bisogni individuali.
Ogni cambiamento può richiedere un nuovo periodo di adattamento.
Sostegno didattico e assistenza all’autonomia: due figure differenti
Un aspetto che merita particolare attenzione riguarda la distinzione tra insegnante di sostegno e assistente all’autonomia e alla comunicazione.
L’insegnante di sostegno è un docente che partecipa alla progettazione educativa e didattica della classe, contribuendo all’inclusione dell’alunno con disabilità.
L’assistente all’autonomia e alla comunicazione svolge invece una funzione specialistica di supporto alla partecipazione, all’autonomia personale e alla comunicazione, secondo i bisogni individuati.
Le due figure collaborano, ma non sono intercambiabili.
La presenza dell’insegnante di sostegno non può essere considerata automaticamente sostitutiva dell’assistenza specialistica eventualmente necessaria.
Allo stesso modo, l’assistente all’autonomia non sostituisce la responsabilità educativa e didattica degli insegnanti.
Un percorso inclusivo efficace richiede che ciascun professionista operi nell’ambito delle proprie competenze, attraverso un coordinamento continuo.
Cosa possono fare concretamente le famiglie?
Le nuove disposizioni rendono ancora più importante conoscere il contenuto del PEI e partecipare alla sua elaborazione.
Le famiglie possono chiedere alla scuola di conoscere le modalità di definizione delle ore di sostegno, verificare gli interventi previsti e richiedere chiarimenti sulle risorse professionali destinate all’assistenza.
È inoltre opportuno verificare che il documento descriva adeguatamente gli obiettivi educativi, le strategie didattiche, gli strumenti compensativi eventualmente necessari e le modalità di valutazione.
Quando emergono difficoltà non considerate oppure cambiano le condizioni di funzionamento dello studente, è possibile chiedere un confronto con la scuola per valutare la necessità di aggiornare il PEI.
La partecipazione della famiglia non dovrebbe limitarsi alla firma del documento.
È importante che le osservazioni vengano ascoltate, discusse e adeguatamente considerate nel percorso decisionale.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai momenti di passaggio tra diversi ordini scolastici, quando cambiano gli insegnanti, gli ambienti, le modalità organizzative e le richieste educative.
Valle d’Aosta: l’importanza di una programmazione territoriale
Anche in Valle d’Aosta, le novità nazionali richiamano l’attenzione sull’importanza del coordinamento tra istituzioni scolastiche, amministrazione regionale, servizi sociosanitari e famiglie.
Le caratteristiche territoriali della nostra regione rendono particolarmente importante la continuità degli interventi e la disponibilità di personale adeguatamente formato.
Per comprendere l’effetto concreto dei nuovi finanziamenti sarà necessario verificare la quota di risorse destinata al territorio valdostano e le modalità con cui verranno organizzati i servizi.
Tra gli elementi che meritano un monitoraggio costante vi sono i tempi di assegnazione del personale, la continuità degli assistenti, la copertura delle ore previste e la possibilità di garantire interventi adeguati anche nei comuni più piccoli.
Non è sufficiente conoscere il numero complessivo delle risorse stanziate.
È necessario comprendere come queste si traducano nella vita quotidiana degli studenti.
Il punto di vista di TUPY APS: l’inclusione non si misura soltanto in ore
Come associazione Tutti Uniti per Ylenia, impegnata nel sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie, riteniamo che ogni intervento volto a migliorare la programmazione scolastica rappresenti un’opportunità importante.
Ma crediamo anche che il dibattito sull’inclusione debba andare oltre il numero delle ore assegnate.
Le ore di sostegno sono fondamentali, così come la presenza di professionisti preparati e di servizi adeguati.
Tuttavia, una scuola realmente inclusiva deve essere capace di valorizzare le potenzialità di ciascuno studente.
Significa riconoscere che un bambino con difficoltà comunicative può avere molto da esprimere, anche quando non riesce a farlo attraverso le modalità tradizionali.
Significa comprendere che un ragazzo con difficoltà cognitive può raggiungere obiettivi importanti, quando vengono individuate strategie adeguate alle sue caratteristiche.
Significa costruire un ambiente nel quale la diversità non venga considerata un problema da gestire, ma una dimensione naturale della comunità scolastica.
Riteniamo inoltre fondamentale rafforzare il coinvolgimento delle équipe sociosanitarie che seguono gli studenti.
Nei percorsi più complessi, il confronto tra scuola, famiglia, neuropsichiatria infantile, psicologia, logopedia, neuropsicomotricità e altri professionisti coinvolti può contribuire a definire obiettivi realmente coerenti con i bisogni della persona.
Non dovrebbe essere la famiglia a dover continuamente ricostruire il collegamento tra servizi che, per loro natura, dovrebbero collaborare.
Il lavoro di rete deve diventare parte integrante del percorso educativo.
Conclusione: ogni studente ha diritto a essere protagonista
Le novità introdotte nell’ottobre 2026 rappresentano un’occasione per riflettere sul significato concreto dell’inclusione scolastica.
Programmare prima, garantire maggiore continuità e investire risorse aggiuntive sono obiettivi importanti.
Ma il successo di queste misure dovrà essere valutato soprattutto attraverso l’esperienza degli studenti e delle loro famiglie.
Una scuola inclusiva non è soltanto quella che garantisce la presenza di un insegnante di sostegno.
È quella nella quale ogni studente può partecipare, apprendere, costruire relazioni, sviluppare autonomie e sentirsi parte della comunità.
Perché il diritto allo studio non significa semplicemente poter entrare in una classe, ma avere la possibilità concreta di crescere insieme agli altri.
TUPY APS continuerà a promuovere informazione, sensibilizzazione e confronto affinché l’inclusione non rimanga soltanto un principio scritto nelle leggi, ma diventi una realtà quotidiana.
Tutti Uniti per Ylenia – TUPY APS
Insieme per i diritti, l’inclusione e la dignità di ogni persona.





